Di liliana (del 27/11/2008 @ 20:12:38, in attualità, linkato 1318 volte)
Napoli è una città di mare, ma non è interessante da visitare solo in estate: la città è bella in qualsiasi altra stagione, e assume un particolare fascino nel periodo natalizio.
Il Natale a Napoli, infatti, è qualcosa di magico, che viene particolarmente apprezzato da grandi e bambini, da turisti che alloggiano in bed and breakfast, hotel e pensioni a Napoli e abitanti del luogo. Negli ultimi anni, infatti, il programma degli eventi natalizi a Napoli è diventato particolarmente ricco, aggiungendo nuovi appuntamenti a quelli più tradizionali, come il mercatino e i presepi. Il fulcro degli eventi si trova nel quartiere Chiana: le chiese storiche di questa parte della città ospiteranno concerti di musica e cori di Natale, mentre nei teatri verranno messe in scena delle rappresentazioni a tema. Non si tireranno indietro nemmeno gallerie d’arte e librerie, che proporranno, rispettivamente, mostre volte a dimostrare come il Natale abbia avuto un’influenza sull’arte, e delle letture e dibattiti su come il Natale possa ispirare la scrittura creativa. Numerose sono le attività pensate per i bambini: da rassegne cinematografiche di film per ragazzi alla parata del carro di Babbo Natale, i più piccoli troveranno sicuramente il modo di passare un Natale particolare all’insegna del divertimento. Le strade e le piazze del quartiere, e di tutta la città, saranno quindi pervase da una forte atmosfera natalizia, anche grazie alle decorazioni, alle luci e agli addobbi che rallegreranno strade e negozi. Nelle zone di San Gregorio Armeno, San Biagio e Spaccanapoli verranno invece allestiti, durante il mese di dicembre, i famosi mercatini di natale, dove si potranno fare degli interessanti acquisti scegliendo tra oggetti d’artigianato, oggetti natalizi e statuine per il presepe. Una cosa che a Napoli a Natale non può assolutamente mancare è infatti il presepe, che costituisce una delle maggiori attrattive della città e che diventa protagonista proprio nella zona di San Gregorio Armeno, dove antiche botteghe espongono e vendono statuine del presepe per tutto l’anno. Il presepe è diventato quasi un simbolo della città partenopea, che l’ha adottato, facendolo diventare sia una forma d’arte che una forma di rappresentazione caricaturale della realtà, sin dal 1025, anno in cui venne allestito un presepe nella Chiesa di Santa Maria. Il presepe napoletano, i turisti lo possono apprezzare anche nelle varie pensioni di Napoli, è poi cambiato e si è evoluto nel tempo, e se all’inizio veniva allestito esclusivamente nelle Chiese ed era considerato un simbolo religioso, nel Settecento (considerato il secolo d’oro del presepe) cominciò a diventare un immancabile decorazione nelle case dell’aristocrazia napoletana. È già verso la fine del Seicento, però, che il presepe comincia a secolarizzarsi e a mischiare elementi sacri con elementi profani, e ad essere animato non solo dalla scena della natività e da personaggi biblici, ma anche da elementi e figure presi direttamente dalla realtà del tempo, come gli osti, i ciabattini, i pezzenti. Il presepe napoletano può quindi essere considerato non solo come un oggetto rievocativo, ma anche come uno strumento descrittivo della realtà. Questa particolarità del presepe napoletano è ancora presente, e recandovi a Napoli per Natale vi potrete imbattere in statuine ispirate a personaggi attuali, come Barack Obama o Roberto Saviano. Napoli è una delle città d’arte più belle d’Italia e il presepe è, appunto, una delle forme artistiche più conosciute della città.
Di liliana (del 15/11/2008 @ 15:43:16, in mostre, linkato 863 volte)
A Santa Maria La Nova, una mostra fotografica a cura della Scuola di cinema Pigrecoemme. Un'esposizione di giovani fotografi ragiona intorno a questa nuova, necessaria ecologia culturale. Unica in grado di ipotizzare il futuro di questa città.
Napoli ha bisogno di iniziare ad immaginare quale sarà il profilo e la gioia recondita delle terre emerse. Quattordici giovani fotografi, allievi dei corsi di Fotografia della Scuola di cinema e televisione di Napoli, Pigrecoemme. Un tema semplice e diretto: Napoli. Anzi, il racconto di Napoli in un momento in cui il nostro territorio sta vivendo, evidentemente, grandi e laceranti contraddizioni. E' da questa prima suggestione che è nata un'imprevedibile galleria di 56 scatti che danno oggi vita ad un'esposizione, a cura di Corrado Morra e Luca Sorbo, in grado di raccontarci, senza fingimenti e senza il belletto anestetizzato della maniera, il groviglio sofferto eppur vitalissimo del tessuto umano e sociale della città. «La mia Napoli. Dopo il diluvio» - mostra prodotta dalla Scuola di cinema e televisione di Napoli Pigrecoemme col contributo della Provincia di Napoli - apre il prossimo martedì 18 novembre 2008 alle 17,00, al Palazzo dell'Amministrazione provinciale in Piazza Santa Maria La Nova, e sarà visitabile, dal lunedì al venerdì (h. 9,30-19.00), fino al 28 novembre. Sin dal titolo diventa chiara l'ambizione politica oltre che artistica di tale progetto: fornire allo spettatore un flusso narrativo continuo che metta in rapporto dialettico (e conflittuale) sguardi ed ipotesi, contraddizioni e brutture, ma anche e soprattutto idee e sogni sulla nostra Napoli; costruendo, grazie alla ricerca di questi giovani creativi, un percorso di coscienza che - forte dell'ecologia culturale di cui, secondo noi, è sempre capace la migliore fotografia - sappia sciogliere, ancora una volta, il segreto delle nostre contraddizioni.
Opening: martedì 18 novembre 2008, ore 17,00 - Antisala della Giunta del Palazzo dell'Amministrazione provinciale, Piazza Santa Maria La Nova. Napoli. Dal lunedì al venerdì (h. 9,30 - 19,00) fino al 28 novembre 2008.
Espongono: Giuseppe Cammarano, Valentina Celotto, Luca Ciriello, Cristiana Conteduca, Davide De Luca, Carla Di Feo, Maurizio Filosa, Fabia Lonz, Arturo Muselli, Daniela Persico, Domenico Pirozzi, Paola Punzo, Anna Scarano, Paolo Visone.
Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.