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Articolo del 12/12/2008 Pubblicato in mostre Letto 2017 Volte

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Dal 13 dicembre al 25 gennaio Lina Pallotta espone "BASTA lavorare e morire sul confine messicano", quaranta immagini selezionate dall'autrice, tra quelle realizzate nei numerosi soggiorni in Messico, per raccontare di donne che 'lavorano e muoiono' in una terra di frontiera e di paradossi. La mostra, accompagnata dalla proiezione dei documentari 'Bajo Juarez' di A. Sanchez e J. Cordero e 'Maquilas' di G. Gaudino e I. Sandri, è parte di un'iniziativa internazionale fortemente voluta dalle associazioni messicane che da anni si battono per fermare il femminicidio, per rompere l'isolamento, il silenzio ed il tempo in cui, ancora, questo crimine si compie.
"Nuestras hijas de regreso a casa"di Ciudad Juárez e "Justicia para nuestras hijas"di Chihuahua sono le 2 maggiori associazioni di familiari delle vittime del feminicidio che in 14 anni ha causato oltre 400 morti. Giovani di età compresa tra gli 8 e i 30 anni rapite nel pieno centro di queste due città messicane, sparite nel nulla o ritrovate morte a distanza di tempo, con segni di torture e violenze sessuali. Il 1993 è l'anno in cui questa vicenda è stata resa pubblica... Finora nessuna verità è stata raggiunta e la lotta delle donne dello stato di Chihuahua continua al grido di "Ni una mas" non una di più. Campagne stampa internazionali e la pressione dei nostri governi su quello messicano, possono aiutare ad interrompere il feminicidio dello stato di Chihuahua.
All'apertura della mostra interverrà la leader dell'Associazione "Nuestras hijas de regreso a casa" di Ciudad Juárez Marisela Ortiz - che vive ancora oggi sotto scorta per le minacce di morte ricevute a causa della sua attività di denuncia e di lotta - per un incontro con le donne e le associazioni napoletane impegnate contro il femminicidio nel mondo. Insieme con Marisela Ortiz, Goffredo Fofi, Maurizio Braucci e la stessa Lina Pallotta.
Il dibattito sarà introdotto dalla lettura di brani tratti da "Ossa nel deserto" di Sergio Gonzáles Rodriguez (Edizione Adelphi) a cura di Antonella Monetti.
L'iniziativa è stata realizzata grazie al sostegno di un nucleo di donne napoletane che hanno dato vita ad un comitato di accoglienza e di promozione dell'evento

Lina Pallotta - fotografa campana che vive tra Roma e New York dove si è diplomata in Fotogiornalismo all'International Center of Photography -, inizia questo viaggio a Piedras Negras, una piccola città sul confine messicano con il Te'Internxas, per la prima volta nel 1994. Con la collaborazione di Julia Quinones, un'assistente sociale che, dopo l'esperienza della fabbrica, lavora con le donne delle maquilas, Lina è riuscita a conquistare la fiducia di queste operaie e ha iniziato a documentare la loro vita privata.
L'inchiesta si sposta poi a Tijuana e a Ciudad Juarez per continuare a esplorare le contraddizioni e i conflitti di questa area di confine comunemente nota come "La LINEA". Un intenso percorso fotografico di testimonianza e denuncia dell'impatto violento della globalizzazione su realtà come quella di Ciudad Juarez, polveroso e devastato luogo di passaggio tra Messico e Texas, con solo il Rio Bravo a dividere i due mondi, quarta città più popolata del Messico, sede di oltre quattrocento maquillas ma anche di uno dei più potenti e violenti cartelli di narcotrafficanti, quello della famiglia Carrillo Fuentes. La città dove centinaia di giovani donne sono state rapite e poi ritrovate con i corpi seviziati e mutilati. Una mattanza ininterrotta che non è mai riuscita ad avere la giusta attenzione mediatica. La vita delle famiglie di queste donne non è mai stata documentata così da vicino. L'obiettivo di Lina inquadra maternità, feste religiose, semplice vita domestica, lavoro in fabbrica. Le scansioni di una vita normale che qui assumono i contorni di tragici destini in agguato. Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo, una volta lasciata la propria casa e i propri affetti il rischio di non rivederli mai più diventa sempre più alto.

Per informazioni sul femminicidio in Messico

www.mujeresdejuarez.org

http://nuestrashijasderegresoacasa.blogspot.com

http://espanol.geocities.com/justhijas/

http://dianawashingtonvaldez.blogspot.com/

CASTEL NUOVO MASCHIO ANGIOINO Piazza Municipio - 80133 Napoli
Segreteria Tel. 081 7955877
Orario di apertura
dal Lunedì al Sabato dalle ore 9,00 alle ore 19,00. La biglietteria chiude alle ore 18,00.
Ingresso a pagamento
-biglietti: € 5.00
- Gruppi di almeno 15 persone: € 4.00.
Esenzioni: giovani fino 18 anni e anziani oltre i 65 anni; scolaresche accompagnate da insegnanti; studenti universitari (D.M. 13/5/93 - facoltà artistiche) - membri ICOM. Ridotto: € 4.00 Per le scolaresche è consigliabile prenotare la visita presso la segreteria del Museo.
Possessori di ARTECARD € 2,50

COME SI RAGGIUNGE:
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Zona Vomero: Funicolare Centrale (Piazzetta Fuga - Via Toledo)
-Zona Centro: Autolinee urbane C55 (Corso Umberto - Via De Pretis) ed R2 (Stazione Centrale - Piazza Trieste e Trento).
-Zona Chiaia: R3 (Riviera di Chiaia - Piazza Municipio). Linee tranviarie: 1 (Poggioreale - Via Marina).

fonte: Comune di Napoli

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