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Articolo del 22/03/2008 Pubblicato in mostre Letto 1892 Volte

A Padova il paesaggio ripreso dall'obiettivo dei grandi fotografi - Mostra fotografica.



Dal 22 marzo al 31 maggio la quarta edizione della rassegna "Padova Aprile Fotografia" Dai panorami alpini agli scorci urbani, cinque mostre con artisti italiani e internazionali.

A Padova il paesaggio ripreso
dall'obiettivo dei grandi fotografi


Mario Lasalandra PADOVA - La natura e le città, la loro bellezza e i loro cambiamenti visti attraverso l'occhio di grandi fotografi. Da domani al 31 maggio torna "Padova Aprile Fotografia", con cinque mostre di alto livello ospitate in sedi storiche della città veneta.
La quarta edizione della rassegna, intitolata "Passaggi/paesaggi 2", ripercorrerà l'opera di alcuni artisti di spicco come il tedesco Joseph Beuys e lo svizzero Albert Steiner, ma proporrà anche gli scatti di giovani fotografi contemporanei.
Il ricco programma comprende quattro mostre personali e una collettiva, che apriranno al pubblico in date diverse ma che saranno tutte legate da un unico filo conduttore: il paesaggio. "E' una tematica di particolare profondità ed è per questo che lo abbiamo scelto", dice Enrico Gusella, ideatore della rassegna insieme ad Alessandra De Lucia. "Lo sguardo del fotografo è fondamentale per capire l'ambiente e la realtà urbana ed il loro sviluppo". "Padova Aprile Fotografia", promossa dall'Assessorato alle Politiche culturali e Spettacolo - Centro nazionale di fotografia del Comune di Padova, partirà con l'inedita "Buby Durini for Joseph Beuys".
Dal 22 marzo al 4 maggio la mostra presenterà, attraverso le foto dell'amico e collaboratore Buby Durini, i lavori e il pensiero di questo eclettico artista, filantropo e sostenitore dei movimenti ambientalisti, che fu tra i protagonisti dell'arte contemporanea d'avanguardia sin dagli anni Sessanta. All'interno dei Musei Civici agli Eremitani, a quattro passi dalla celebre Cappella degli Scrovegni, saranno esposte in particolare fotografie che sono parte integrante dell'operazione "Difesa della Natura", uno dei capolavori di Beuys: un progetto affascinante sviluppato negli ultimi anni della sua vita e legato all'ecologia e alla difesa dell'uomo e della creatività.
Agli splendidi panorami montani della Svizzera sarà invece dedicata la retrospettiva su Albert Steiner "Del paesaggio sublime", in programma al Museo Civico di Piazza del Santo dal 29 marzo al 18 maggio. Nato nel 1877, il fotografo svizzero è ricordato in particolare per le straordinarie immagini delle Alpi, nelle quali è facile trovare riferimenti ai quadri di Giovanni Segantini e Ferdinand Jodler.
A Padova saranno esposte un'ottantina di fotografie, che oltre alla bellezza del paesaggio trasmettono anche l'amore del loro autore per la natura vista come risorsa di spiritualità. Ai fotografi italiani sarà poi riservata la collettiva "Passaggio a Nord Est", allestita alla Galleria Cavour dal 6 aprile al 18 maggio. L'esposizione proporrà le opere di 25 autori nazionali, appartenenti a generazioni diverse e caratterizzati da percorsi personali e formazioni differenti. Ma se l'eterogeneità delle fotografie, che spazieranno dal bianco e nero ai colori accesi e dalla campagna alle industrie, sarà un elemento caratteristico, nelle intenzioni degli organizzatori a emergere sarà il paesaggio come fonte di ispirazione per tutti gli artisti.
Lo stesso giorno aprirà anche la personale "Paesaggi Urbani: transiti e differenze" di Alexandre Marchi. Nelle Scuderie di Palazzo Moroni, dal 6 al 30 aprile, sarà presentata una selezione di una cinquantina di scatti a colori di questo giovane fotoreporter francese. Da Nancy a New York, da Londra al Marocco e a Malta, il tema centrale sarà la dimensione urbana, rappresentata in immagini nitidissime dalle quali traspare lo spirito dei luoghi ritratti. Infine, dal 7 aprile al 31 maggio, la Galleria Sottopasso della Stua sarà la sede della mostra "Diagonale d'Oriente" di Davide Bramante.
In dodici foto di medio e grande formato sarà proposto un originale viaggio attraverso l'Italia, da Siracusa a Padova, fatto seguendo per 30 giorni una linea tracciata dall'autore sull'atlante. Le opere, scattate con una tecnica fotografica che utilizza doppie e multiple esposizioni per sovrapporre più scatti nello stesso fotogramma, collegano così l'Etna, Ischia, Urbino, Ravenna e gli altri luoghi attraversati dall'artista.


fonte: repubblica.it

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